Per anni la propaganda pro-zucchero ha condizionato gli atteggiamenti e i comportamenti delle persone, non solo rispetto a se stesse, ma anche e soprattutto rispetto all’educazione alimentare da assumere nei confronti dei propri figli e in generale dei più piccoli.

Ancora oggi, nonostante studi, ricerche ed indagini (pubblicate anche online) e nonostante tutta una serie di informazioni mediche finalmente trapelate per raggiungere i consumatori, c’è chi considera lo zucchero raffinato utile all’attività cerebrale e in generale allo stato di salute di un individuo. Ma non è così. Solo lo zucchero naturalmente presente negli alimenti può essere utile e certamente non nocivo all’organismo.

Tutto il resto è non solo poco utile, quanto dannoso. Lo zucchero chiaro raffinato che troviamo al bar e ai supermercati e lo zucchero contenuto come ingrediente fin troppo predominante in molti alimenti, è a tutti gli effetti un veleno per l’organismo. Importante è, pertanto, evitare che i più piccoli abituino il proprio organismo agli zuccheri.

Bambini e obesità
In un articolo pubblicato su Il Fatto Alimentare leggiamo: I cardiologi americani lo dicono chiaramente: «Ci sono prove molto solide di un rapporto tra il consumo di zuccheri aggiunti e un aumento del rischio di malattie cardiovascolari anche nei bambini. Un rapporto mediato da vari fattori tra i quali l’aumento dell’apporto calorico, l’eccesso di peso che a sua volta ne discende, e la dislipidemia, l’alterazione dei livelli di grassi circolanti nel sangue».

Insomma, troppi zuccheri aggiunti nella dieta rischiano di far ingrassare e di alterare il profilo lipidico del sangue, con conseguenze deleterie per la salute di cuore e vasi sanguigni. Senza contare il rischio che queste sostanze rappresentano per la salute dei denti, visto che lo zucchero bianco è uno dei fattori più coinvolti nell’insorgenza della carie.
Così, l’American Hearth Association ha detto basta: ai bambini gli zuccheri piaceranno anche, ma il consumo va tenuto sotto stretto controllo. «È un monito significativo e molto innovativo soprattutto per quanto riguarda i piccoli sotto i due anni» sottolinea il pediatra dietologo Giuseppe Morino, responsabile di Educazione alimentare dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Egli spiega: «I primi anni sono un momento delicato nella vita del bambino, perché è lì che cominciano a formarsi le abitudini ai vari gusti: se lo abituiamo subito a cibi molto dolci, per forza poi andrà a cercarsele». Quindi no alla vecchia abitudine di sporcare il ciuccio con il miele per renderlo più gradito, al cucchiaino di zucchero nella camomilla o all’offerta di caramelle e merendine. «Tutte cose che per di più apportano calorie senza dare altri nutrienti significativi» afferma l’esperto.

Natura Nuova
Come azienda non possiamo che essere felici che i nostri prodotti, tutti senza zuccheri aggiunti, vengano oggi riconosciuti da un pubblico più vasto per quello che è il loro “valore”, non solo nutrizionale.

Da sempre lavoriamo la frutta fresca biologica e non, secondo processi produttivi che rispettano la materia prima mantenendone inalterati gli elementi nutrizionali e ovviamente senza aggiungere zuccheri o conservanti.

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